Archive for the ‘Humor’ Category

Umberto Eco – Come non parlare di calcio


2010
06.14

“Io non ho nulla contro il calcio: non vado negli stadi per la stessa ragione per cui non andrei a dormire di notte nei sotterranei della Stazione Centrale di Milano (o a passeggiare per Central Park a New York dopo le sei del pomeriggio), ma se mi capita mi guardo una bella partita con interesse e piacere alla televisione, perchè riconosco e apprezzo tutti i meriti di questo nobile gioco. Io non odio il calcio. Io odio gli appassionati di calcio.
Ma non vorrei essere frainteso. Io nutro verso i tifosi gli stessi sentimenti che la Lega Lombarda nutre verso gli extracomunitari: “non sono razzista, purchè se ne stiano a casa loro”. E per casa loro intendo i luoghi dove amano riunirsi durante la settimana (bar, famiglia, club) e gli stadi, dove non mi interessa quanto avviene, e tanto meglio se arrivano quelli di Liverpool, che po mi diverto a leggere le cronache, perchè se circenses debbono essere, che almeno scorra il sangue.
Non amo il tifoso perchè ha una strana caratteristica: non capisce perchè tu non lo sei, e insiste nel parlare con te come se tu lo fossi. Per far capire bene cosa intendo dire faccio un esempio: Io suono il flauto dolce (sempre peggio secondo una pubblica dichiarazione di Luciano Berio, ed essere seguiti così attentamente dai Grandi Maestri è una soddisfazione). Supponiamo ora che mi trovi in treno e chieda al signore di fronte a me, tanto per attaccare discorso:
“Ha sentito l’ultimo compact di Frans Bruggen?”
“Come come?”
“Dico la Pavane Lachryme. Secondo me rallenta troppo all’inizio.”
“Scusi, non capisco”:
“Ma dico Van Eyck, no? (sillabando) Il Blockflote”.
“Guardi che io…Si suona con l’archetto?”
“Ah ho capito, lei non…”
“Io non.”
“Curioso. Ma lo sa che per avere un Coolsma fatto a mano bisogna attendere tre anni? Allora è meglio un Moeck in ebano. E’ il migliore, almeno di quelli in commercio. Me lo ha detto anche Gazelloni. Senta, lei ci arriva sino alla quinta variazione di Derdre doen Daphne D’Over?”.
“Veramente io vado a Parma…”
“Ah, ho capito, lei suona in F non in C. Dà più soddisfazione. Sa che io ho scoperto una sonata di Loeillet che…”
“Leiè chi?”
“Ma la voglio vedere sulle fantasie di Telemann. Ce la fa? Non userà mica la diteggiatura tedesca?
“Io guardi, i tedeschi, la BMW sarà una gran macchina e li rispetto, ma…”
“Ho capito. Usa la diteggiatura barocca. Giusto. Guardi, quelli di Saint Martin in the Fields…”
Ecco, non so se ho reso l’idea. E voi sarete d’accordo se il mio sfortunato compagno di viaggio si aggrapperà al campanello d’allarme. Ma lo stesso avviene con il tifoso. La situazione è particolamente difficile con il tassista:
“Ha visto Vialli?”
“No, deve essere venuto mentre non c’ero.”
“Ma stasera guarda la partita?”
“No, debbo occuparmi del libro Zeta della Metafisica, sa, lo Stagirita.”
“Bene, vada e poi mi dica. Per me Van Basten può essere il Maradona del ‘90, lei che ne dice? Però terrei d’occhio Hagi.”
E via discorrendo, come parlare al muro. Non è che a lui non importi niente che a me non ne importi niente. Non lo capirebbe neppure se avessi tre occhi e due antenne sulle squame versi dell’occipite. Non ha nozione della diversità, varietà e incomparabilità dei Mondi Poissibili.
Ho fatto l’esempio del tassista, ma lo stesso accase se l’interlocutore appartione alle classi egemoni. E’ come l’ulcera, colpisce tanto il ricco che il povero. E’ però curioso che creature così adamantinamente convinte che tutti gli uomini siano uguali, poi siano pronte a spaccare la testa al tifoso che viene dalla provincia limitrofa. Questo sciovinismo ecumenico mi strappa bramiti di ammirazione. E’ come se quelli delle Leghe dicessero: “Lasciate che gli africani vengano a noi. Così poi li meniamo”.

Ormai si dovrebbe essere capito come la penso…


2010
04.12

Flying Squirrels


2010
04.06

Imparare la pronuncia…


2010
03.30

Una collega sta studiando per un test di inglese e mi ha gentilmente passato questo:

Dearest creature in creation,
Study English pronunciation.
I will teach you in my verse
Sounds like corpse, corps, horse, and worse.
I will keep you, Suzy, busy,
Make your head with heat grow dizzy.
Tear in eye, your dress will tear.
So shall I! Oh hear my prayer.

Just compare heart, beard, and heard,
Dies and diet, lord and word,
Sword and sward, retain and Britain.
(Mind the latter, how it’s written.)
Now I surely will not plague you
With such words as plaque and ague.
But be careful how you speak:
Say break and steak, but bleak and streak;
Cloven, oven, how and low,
Script, receipt, show, poem, and toe.

Hear me say, devoid of trickery,
Daughter, laughter, and Terpsichore,
Typhoid, measles, topsails, aisles,
Exiles, similes, and reviles;
Scholar, vicar, and cigar,
Solar, mica, war and far;
One, anemone, Balmoral,
Kitchen, lichen, laundry, laurel;
Gertrude, German, wind and mind,
Scene, Melpomen, mankind.

Billet does not rhyme with ballet,
Bouquet, wallet, mallet, chalet.
Blood and flood are not like food,
Nor is mound like should and would.
Viscous, viscount, load and broad,
Toward, to forward, to reward.
And your pronunciation’s OK
When you correctly say croquet,
Rounded, wounded, grieve and sieve,
Friend and fiend, alive and live.

Ivy, privy, famous; clamour
And enamour rhyme with hammer.
River, rival, tomb, bomb, comb,
Doll and roll and some and home.
Stranger does not rhyme with anger,
Neither does devour with clangour.
Souls but foul, haunt but aunt,
Font, front, wont, want, grand, and grant,
Shoes, goes, does.
Now first say finger,
And then singer, ginger, linger.
Real, zeal, mauve, gauze, gouge and gauge,
Marriage, foliage, mirage, and age.
Query does not rhyme with very,
Nor does fury sound like bury.
Dost, lost, post and doth, cloth, loth.
Job, nob, bosom, transom, oath.
Though the differences seem little,
We actual but victual.
Refer does not rhyme with deafer.
Foeffer does, and zephyr, heifer.
Mint, pint, senate and sedate;
Dull, bull, and George ate late.

Scenic, Arabic, Pacific,
Science, conscience, scientific.
Liberty, library, heave and heaven,
Rachel, ache, moustache, eleven.
We say hallowed, but allowed,
People, leopard, towed, but vowed.
Mark the differences, moreover,
Between mover, cover, clover;
Leeches, breeches, wise, precise,
Chalice, but police and lice;
Camel, constable, unstable,
Principle, disciple, label.

Petal, panel, and canal,
Wait, surprise, plait, promise, pal.
Worm and storm, chaise, chaos, chair, Senate, spectator, mayor.
Tour, but our and succour, four.
Gas, alas, and Arkansas.
Sea, idea, Korea, area,
Psalm, Maria, but malaria.
Youth, south, southern, cleanse and clean.
Doctrine, turpentine, marine.

Compare alien with Italian,
Dandelion and battalion.
Sally with ally, yea, ye,
Eye, I, ay, aye, whey, and key.
Say aver, but ever, fever,
Neither, leisure, skein, deceiver.
Heron, granary, canary.
Crevice and device and aerie.

Face, but preface, not efface.
Phlegm, phlegmatic, ass, glass, bass.
Large, but target, gin, give, verging,
Ought, out, joust and scour, scourging.
Ear, but earn and wear and tear
Do not rhyme with here but ere.
Seven is right, but so is even,
Hyphen, roughen, nephew Stephen,
Monkey, donkey, Turk and jerk,
Ask, grasp, wasp, and cork and work.

Pronunciation — think of psyche!
Is a paling stout and spikey?
Won’t it make you lose your wits,
Writing groats and saying grits?
It’s a dark abyss or tunnel:
Strewn with stones, stowed, solace, gunwale, Islington and Isle of Wight,
Housewife, verdict and indict.
Finally, which rhymes with enough –
Though, through, plough, or dough, or cough?
Hiccough has the same of cup.
My advice is to give up!!!

Invito a cena con delitto


2010
02.05

Dora: Lei si chiama?
Maggiordomo: Jamesignora!
Dora: Grazie James!
Maggiordomo: No, no, no Jamesignora: il nome è Jamesignora!
Dick: Jamesignora?
Maggiordomo: Ben Signore. Jamesignora Ben Signore
Dick: Ben Signore?
Maggiordomo: Sissignore!
Dick: Jamesignora Ben Signore?
Maggiordomo: Sissignore!
Dick: Oh, Signore!
Maggiordomo: Era il nome di mio padre!
Dick: Qual era il nome di suo padre?
Maggiordomo: Oh Signore! Oh Signore Jamesignora!
Dick: Si chiamava Oh Signore Jamesignora??
Dora: Lascia stare Dick, sennò impazzisco!