Archive for August, 2007

The Sound of Music – III


2007
08.31

Continuo con i testi originali di “The Sound of Music” grazie a una foto giunta fino a me (per corsia preferenziale) da Londra:

Sound of Music car

Do-re-mi

Let’s start at the very beginning
A very good place to start
When you read you begin with A-B-C

When you sing you begin with do-re-mi

 

Do-re-mi, do-re-mi
The first three notes just happen to be
Do-re-mi, do-re-mi

 

[Maria:]
Do-re-mi-fa-so-la-ti
[spoken]
Let’s see if I can make it easy

 

Doe, a deer, a female deer
Ray, a drop of golden sun
Me, a name I call myself
Far, a long, long way to run
Sew, a needle pulling thread
La, a note to follow Sew
Tea, a drink with jam and bread
That will bring us back to Do (oh-oh-oh)

 

[Maria and Children:]
[Repeat above verse twice]

 

[Maria:]
Do-re-mi-fa-so-la-ti-do
So-do!

 

[Maria: (spoken)]
Now children, do-re-mi-fa-so and so on
are only the tools we use to build a song.
Once you have these notes in your heads,
you can sing a million different tunes by mixing them up.
Like this.

 

So Do La Fa Mi Do Re
[spoken]
Can you do that?
[Children:]
So Do La Fa Mi Do Re
[Maria:]
So Do La Ti Do Re Do
[Children:]
So Do La Ti Do Re Do
[Maria:]
[spoken]
Now, put it all together.

 

[Maria and Children:]
So Do La Fa Mi Do Re, So Do La Ti Do Re Do
[Maria:]
[spoken]
Good!
[Brigitta:]
[spoken]
But it doesn’t mean anything.
[Maria:]
[spoken]
So we put in words. One word for every note. Like this.

 

When you know the notes to sing
You can sing most anything
[spoken]
Together!

 

[Maria and Children:]
When you know the notes to sing
You can sing most anything

 

Doe, a deer, a female deer
Ray, a drop of golden sun
Me, a name I call myself
Far, a long, long way to run
Sew, a needle pulling thread
La, a note to follow Sew
Tea, a drink with jam and bread
That will bring us back to Do

 

Do Re Mi Fa So La Ti Do
Do Ti La So Fa Mi Re

 

[Children:]
Do Mi Mi
Mi So So
Re Fa Fa
La Ti Ti
[Repeat above verse 4x as Maria sings]

 

[Maria:]
When you know the notes to sing
You can sing most anything

 

[Maria and Children:]
Doe, a deer, a female deer
Ray, a drop of golden sun
Me, a name I call myself
Far, a long, long way to run
Sew, a needle pulling thread
La, a note to follow Sew
Tea, a drink with jam and bread
That will bring us back to

 

[Maria:]
[Children:]

 

Do . . . So Do
Re . . . La Fa
Mi . . . Mi Do
Fa . . . Re
So . . . So Do
La . . . La Fa
Ti . . . La So Fa Mi Re
Ti Do – oh – oh Ti Do — So Do

Brahms, Sinfonia N. 4 in Mi minore, Op. 98


2007
08.28

Ultima sinfonia dell’autore, considerata il punto massimo della musica sinfonica ottocentesca, conclusione del periodo romantico di Brahms. Sono tre etichette che potrebbero già valere un ascolto dell’opera. Aggiungiamo che il tema iniziale è ancora una volta qualcosa di veramente eccellente e che i contrasti timbrici del terzo tempo sono una delle cose più moderne che si possano sentire nell’autore, e capirete perchè non faccio che ascoltarla questi giorni. Passando alla descrizione:

Il primo tempo (Allegro ma non troppo), come al solito privo dell’introduzione lenta iniziale tipica invece delle sinfonie beethoveniane, è sia orecchiabile che straordinariamente superbo nella costruzione formale. Basta il primo tema per stabilire il contrasto che si andrà a creare durante tutta la sinfonia. Il colorito espressivo non viene assolutamente scalfito, ma anzi caratterizzato, dalle ampie dilatazioni di intervalli. Introdotto dai fiati, il secondo tema ha in se una carica emotiva molto forte, che subito va a scontrarsi con il primo tema, creando una tensione drammatica unica in tutta la produzione dell’autore. Assolutamente da ascoltare.

Il secondo tempo (Andante moderato) si propone come quiete dopo un temporale: la calda melodia espressa dai corni e dai clarinetti è quasi malinconica e la tensione è quasi del tutto assente. La ricchezza di motivi e di intrecci tematici lo rendono piacevole anche per un orecchio non allenato.

Il terzo tempo (Allegro giocoso) rispecchia pienamente sia l’Allegro che il Giocoso, anzi, fa di quest’ultimo non solo una descrizione, ma un intero spirito che pervade tutto il tempo, rendendolo unico e riconoscibilissimo. Fa da estremo saluto al modo maggiore e da antitesi al tempo successivo.

Il quarto tempo (Allegro energico e appassionato), una ciaccona con tema in otto battute, rappresenta dapprima il virtuosismo quasi esasperato, che Brahms dimostra nelle variazioni, nella liricità e drammaticità delle atmosfere create, poi nel finale: brutale e inesorabile.

Come al solito è possibile trovare lo spartito intero su  IMLSP; Altrimenti potete consultare la relativa voce di Wikipedia

Link freschi freschi


2007
08.25

Ecco la solita rassegna di link:

  • Italian Profanity, ovvero l’articolo di Wikipedia Inglese dedicato alle parolacce italiane. Infantile, ma divertente nella traduzione. Attenzione, contiene anche bestemmie.
  • Su yappy.it si può trovare un’ottima sezione con articoli e tutorial per Web Designer, di tutti i generi e per praticamente tutti gli usi. Completo e ben fatto, anche per i principianti.
  • Per gli amanti della cultura tradizionale giapponese, questo sito può rivelarsi molto interessante. A me, personalemente del giappone me ne frega poco e niente, ma le parti sul Go e sull’Aikido le ho lette con interesse.

Apocalittici e Integrati


2007
08.25

Era un po’ in effetti che cercavo qualcosa del genere e alla fine mi sono imbattuto in un libro che parla di ciò che volevo ascoltare. Il libro è “Apocalittici e Integrati“, un saggio di Umberto Eco sulla cultura di massa, le sue forme, i pregi e i difetti.

Ovviamente, dato l’autore, è impossibile trovare qualsivoglia traccia di banalità all’interno del testo. Non scriverò di più sia perchè lo devo ancora finire, sia perchè è talemente bello che scatena in me quell’istinto di accumulazione che prima o poi dovrò abituarmi a perdere, così come la superbia.

Riporto un brano, “Cahier de doléances“, non dei migliori ma sicuramente dei più accessibili:

Dalle varie critiche alla cultura di massa emergono comunque alcuni “capi d’accusa” di cui è necessario tenere conto.

a) I mass media si rivolgono ad un pubblico eterogeneo e si specificano secondo “medie di gusto” evitando le soluzioni originali.
b) In tal senso, diffondendo su tutto il globo una “cultura” di tipo “omogeneo”, distruggono le caratteristiche culturali proprie di ogni gruppo etnico.
c) I mass media si rivolgono ad un pubblico inconscio di sé come gruppo sociale caratterizzato; il pubblico quindi non può manifestare delle esigenze nei confronti della cultura di massa, ma deve subire le sue proposte senza sapere che la subisce.
d) I mass media tendono a secondare il gusto esistente senza promuovere rinnovamenti della sensibilità. Anche quando sembrano rompere con delle tradizioni stilistiche, di fatto si adeguano alla diffusione, ormai omologabile, di stilemi e forme oramai da tempo diffuse a livello della cultura superiore e trasferitesi a livello inferiore. Omologando quanto è stato ormai assimilato, svolgono funzioni di pura conservazione.
e) I mass media tendono a provocare emozioni vive e non mediate; in altri termini, invece di simboleggiare un’emozione, di rappresentarla, la provocano; invece di suggerirla la consegnano già confezionata. Tipico in questo senso il ruolo dell’immagine rispetto al concetto; oppure della musica come stimolo di sensazioni anziché come forma contemplabile.
f) I mass media, immessi in un circuito commerciale, sono sottomessi alla “legge della domanda e dell’offerta”. Quindi danno al pubblico solo ciò che esso vuole o, quel che è peggio, seguendo le leggi di un’economia fondata sul consumo e sostenuta dall’azione presuasiva della pubblicità, suggeriscono al pubblico cosa deve desiderare.
g) Anche quando diffondono i prodotti della cultura superiore li diffondono livellati e “condensati” in modo da non provocare alcuno sforzo nel fruitore; il pensiero viene riassunto in “formule”; i prodotti dell’arte vengono antologizzati e comunicati in piccole dosi.
h) In ogni caso anche i prodotti della cultura superiore vengono proposti in una situazione di completo livellamento con altri prodotti di trattenimento; in un settimanale a rotocalco il servizio su un museo d’arte viene equiparato al pettegolezzo circa il matrimonio della diva.
i) I mass media incoraggiano perciò una visione passiva ed acritica del mondo. Viene scoraggiato lo sforzo personale per il possesso di una nuova esperienza.
l) I mass media incoraggiano una immensa informazione circa il presente (riducono nei limiti di una cronaca attuale sul presente anche le eventuali riesumazioni sul passato) e intorpidiscono perciò ogni coscienza storica.
m) Fatti per il trattenimento e il tempo libero, sono studiati per impegnare solo il livello superficiale della nostra attenzione. Viziano in partenza il nostro atteggiamento, e perciò anche una sinfonia, ascoltata attraverso un disco o la radio, sarà fruita nel modo più epidermico, come indicazione di un motivo fischiettabile, non come organismo estetico da penetrare in profondo mediante una attenzione esclusiva e fedele.
n) I mass media tendono ad imporre simboli e miti dalla facile universalità, creando dei “tipi” di immediata riconoscibilità e perciò riducono al minimo l’individualità e la concretezza delle nostre esperienze e delle nostre immagini, attraverso le quali noi dovremmo realizzare esperienze.
o) Per far questo lavorano sulle opinioni comuni, sugli endoxa, e quindi funzionano come una continua riconferma di ciò che noi già pensiamo. In questo senso svolgono sempre una azione socialmente conservatrice.
p) si sviluppano quindi, anche quando fingono spregiudicatezza, sotto il segno del più assoluto conformismo, nel campo dei costumi, dei valori culturali, dei principi sociali e religiosi, delle tendenze politiche. Favoriscono proiezioni verso medelli “ufficiali”.
q) I mass media si presentano quindi come lo strumento educativo tipico di una società a sfondo paternalistico, in superficie individualistica e democratica, sostanzialmente tendente a produrre modelli umani eterodiretti. Visti più a fondo, appaiono una tipica “sovrastruttura di un regime capitalistico” usata a fini di controllo e di pianificazione coatta delle coscienze. Infatti mettono apparentemente a disposizione i portati della cultura superiore ma svuotati dell’ideologia e della critica che li animava. Assumono i modi esteriori di una cultura popolare, ma anziché crescere spontaneamente dal basso vengono impostati dall’alto (e della cultura genuinamente popolare non hanno i sali, gli umori, la vitalissima e sana volgarità). Come controllo delle masse svolgono una funzione che in certe circostanze storiche avrebbero svolto le ideologie religiose. Mascherano questa loro funzione di classe manifestandosi invece sotto l’aspetto positivo della cultura tipica di una società del benessere dove tutti hanno le stesse occasioni di cultura in condizioni di perfetta uguaglianza.

Ovviamente in seguito verranno presentati anche i punti a favore della comunicazione di massa, ma per ragioni di tempo, dita e ideologia personale, li ometterò. Non è giusto, ma parafrasando Pratt, non ho mai detto che questo blog lo sia.

Sarebbe curioso invece vedere una riscrittura moderna (sempre per mano di Eco) di questo saggio, con la Rete che pian piano ha sostituito praticamente tutti gli altri mezzi di comunicazione. A proposito: il libro è del 1964.

Javascript: conto alla rovecia fino ad una data prestabilita


2007
08.25

Mi è servito per creare una pagina HTML da usare come sfondo del desktop; tra i tag <head></head>:

<SCRIPT LANGUAGE=”JavaScript”>
<!–
function getTime() {
now = new Date();
y2k = new Date(“
Dec 25 2007 00:00:00“);
days = (y2k – now) / 1000 / 60 / 60 / 24;
daysRound = Math.floor(days);
hours = (y2k – now) / 1000 / 60 / 60 – (24 * daysRound);
hoursRound = Math.floor(hours);
minutes = (y2k – now) / 1000 /60 – (24 * 60 * daysRound) – (60 * hoursRound);
minutesRound = Math.floor(minutes);
seconds = (y2k – now) / 1000 – (24 * 60 * 60 * daysRound) – (60 * 60 * hoursRound) – (60 * minutesRound);
secondsRound = Math.round(seconds);
sec = (secondsRound == 1) ? ” secondo” : ” secondi”;
min = (minutesRound == 1) ? ” minuto” : ” minuti, “;
hr = (hoursRound == 1) ? ” ora” : ” ore, “;
dy = (daysRound == 1) ? ” giorno” : ” giorni, ”
document.timeForm.input1.value = “Mancano
” + daysRound + dy + hoursRound + hr + minutesRound + min + secondsRound + sec + “ a Natale!“;
newtime = window.setTimeout(“getTime();”, 1000);
}
// –>
</script>

Ho impostato la data a Natale 2008; il tag <BODY> va modificato con:

<BODY onLoad=”getTime()”>

E dove vogliamo mettiamo un form per visualizzare il tutto:

<form name=timeForm>
<input type=”texte” name=input1 size=110 border-style=”none” style=”border-bottom: 0px solid; border-left: 0px solid;border-right: 0px solid;border-top: 0px solid;font:12px arial, helvetica,sans-serif”>
</form>