[...] a quelle striature luminose che scorgevo dal basso, e che a un altro sarebbero parse affatto superficiali, io davo una consistenza, una pienezza, una solidita’ estreme, in virtu’ di tutto il significato che riponevo al di la’ di esse: in un tesoro, se si vuole, un tesoro da nessun altro sospettato che avevo nascosto in quel luogo e dal quale emanavano quei raggi orizzontali, ma un tesoro in cambio del quale avevo alienato la mia liberta’, la solitudine, il pensiero.





